La Grande Corsa Bianca, le Olimpiadi delle emozioni al chiar di luna

Neve, sole, luna piena e sold out. Non si poteva pretendere di più. Tutti i 110 chilometri del percorso abbondantemente innevati di fresco ed illuminati da una luna piena resa ancor più grande dal siderale meteo sereno hanno costituito l’affascinante teatro della ormai mitica Grande Corsa Bianca, giunta nel 2026 alla nona edizione. La gara – inventata da Paolo Gregorini, Mario Sterli e Marco Berni, dopo aver preso parte più volte alla celeberrima Idita Road in Alaska – ripropone tra Valcamonica e Valtellina, una formula unica nel panorama europeo. Quattro le discipline previste: scialpinismo, mountain bike, trail e dog-trail. Due le distanze da affrontarsi per buona parte di notte ed anche in compagnia del proprio amico a quattro zampe, una di 110 km, l’altra di 48; da Monno (BS) a Vezza d’Oglio, nel Parco dell’Adamello; con punti ristoro in isolate baite incastonate in un paesaggio scenografico vestito a gran festa dalla recente nevicata.

Due percorsi, ma per tutti un unico obiettivo: andare alla scoperta dei propri limiti per conoscere veramente se stessi, per vivere a fondo una vera avventura in stile Grande Nord. Un’avventura che ha colmato i cuori di coloro che sono giunti al traguardo ed hanno anche potuto festeggiare gustando i deliziosi pizzoccheri offerti dall’organizzazione. Per rendersene conto bastava vedere gli occhi dei finisher; occhi sazi di tante emozioni, arrossati dalla fatica, felici per essere giunti al traguardo, ma anche tristi per dover attendere un altro anno per poter ripartire.

Se nelle scorse edizioni gli skialper sono stati spesso condizionati dall’assenza di neve e penalizzati dal peso degli sci, quest’anno non è andata così ed Andrea Sorteni, forte scialpinista camuno si è imposto tagliando il traguardo dei 110 km per primo in 14 ore e 57 minuti. Tra le donne, invece a primeggiare è stata la podista kristina Kmetova con il tempo di 18 ore e 41 minuti. L’unico mountainbiker a concludere la gara lunga, durissima in bicicletta causa la neve profonda in cui era per molti tratti impossibile procedere pedalando, è stato Michele Fantoli: ventidue ore e 26 minuti il suo tempo finale.

Una sola donna al traguardo con gli sci: Ines Pedrotti, in oltre ventitré ore di gara.

Per quanto riguarda, invece, la gara da 48 km, Alessandro Mioli si è imposto nella categoria trailrunning, portando a termine la sua prova – interamente corsa di notte – in sei ore e 53minuti. Sempre nella 48 km, categoria sci, ottima prova di Martino Occhi che ha tagliato il traguardo dopo solo cinque ore e 41minuti.

Nella categoria, infine Winter Dog Trail vincitore è stato Marco Mangialavori (sette ore e 12minuti).

Prossimo appuntamento nel 2027, quando per il decennale il team organizzatore saprà di certo ancora una volta stupire i concorrenti.

Flavio Saltarelli